Maurizio Bernardi

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Relativisti 3

Rompendo il legame con lo spazio sensibile e rendendo astratto il ragionamento, diventa possibile infrangere tabù millenari per approdare a visioni controintuitive che la nostra esperienza quotidiana tende istintivamente a rifiutare.
Quando poi si riconducono le conclusioni teoriche al mondo concreto, emergono risultati sorprendenti che collegano la fisica alla geometria, idee che ritroveremo mezzo secolo più tardi nella formulazione della relatività generale di Einstein: la forza subita dai corpi è il prodotto della geometria, in altri termini, la forza può essere interpretata come dovuta alla curvatura dello spazio.

Relativisti 2

Il mondo sensibile, che vediamo con i nostri occhi, tocchiamo con le nostre mani, e con le nostre mani misuriamo, è solo una parte di un tutto molto più vasto, che elude le nostre percezioni. La rivoluzione della fisica dello spazio tempo e della gravità, è stata preceduta di quasi un secolo dalla rivoluzione della geometria che ha spalancato nuovi orizzonti

Permute

Niente di meglio che una bella “rottamazione” per rompere con il passato e fare un salto di qualità. Ne vediamo un esempio in questa vicenda quasi vera.

Relativisti 1

Proponiamo ai lettori, iniziando con questo articolo, il complesso percorso che ha portato alla attuale visione scientifica dello spaziotempo e della gravità, ricordando i matematici, fisici, astronomi che più hanno contribuito alla formulazione della teoria della relatività nell’arco di un secolo e l’intreccio delle loro idee, scoperte e relazioni, nel contesto dello scenario culturale in cui sono vissuti ed hanno operato.

la ruota di Aristotele e il triciclo

La ruota di Aristotele

La ruota di Aristotele, quesito 24 delle “Questioni meccaniche” di Aristotele, pone questo interrogativo: Per quale motivo, nel caso di due cerchi concentrici che rotolano su una retta, il più grande descrive una linea (l) uguale a quella del più piccolo?